Due percorsi diversi, accomunati dalla capacità di interrogare il linguaggio teatrale e di aprirlo a nuove possibilità. Venerdì 23 ottobre, alle ore 11, la Sala della Colonna di Palazzo Nervegna di Brindisi ospita l’incontro, a ingresso libero, tra Eugenio Barba e Mario Martone, protagonisti di una conversazione che mette a confronto esperienze e visioni maturate in oltre mezzo secolo di ricerca artistica.
Partecipano Anna Bandettini, giornalista e critica teatrale di «la Repubblica», e Chris Torch, presidente della Fondazione Nuovo Teatro Verdi. L’appuntamento conclude «Dialoghi #1», il percorso dedicato a Martone tra Lecce e Brindisi, e si inserisce nelle iniziative che accompagnano il ritorno di Barba nella città in cui nasce, a pochi giorni dal suo novantesimo compleanno, il 29 ottobre.
Fondatore dell’Odin Teatret nel 1964, Barba costruisce una delle esperienze più significative del teatro internazionale del secondo Novecento, facendo della ricerca sull’attore, dell’allenamento fisico e vocale e del confronto fra culture, il centro del proprio lavoro. Il suo percorso si intreccia con quello di Jerzy Grotowski, che incontra in Polonia nel 1961 che contribuisce ad approfondire la sua riflessione sulle possibilità espressive dell’attore e sul ruolo del corpo nella creazione scenica. Con l’Odin, trasferitosi successivamente da Oslo a Holstebro, in Danimarca, il teatro diventa anche uno spazio di relazione con le comunità, di formazione e di scambio. Realizzano 81 spettacoli, nei teatri e in luoghi non convenzionali, portandoli nelle strade, nelle piazze “senza teatro”. Il rapporto attore-spettatore diventa interferenza, interazione e reciprocità attraverso la pratica del “baratto”, uno scambio di espressioni culturali tra gli attori dell’Odin e le popolazioni dei diversi continenti.
Anche il percorso di Martone prende forma attraverso la ricerca e il superamento dei confini fra le arti. Nato a Napoli nel 1959, respira il clima delle avanguardie che animano la città e nel 1979 fonda Falso Movimento, avviando un lavoro che intreccia teatro, cinema, musica e arti visive. Nel 1987, dall’incontro fra Falso Movimento, il Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller e il Teatro Studio di Caserta di Toni Servillo, nasce Teatri Uniti, laboratorio di produzione e sperimentazione che contribuisce al rinnovamento della scena italiana. Nel corso della sua carriera, Martone prosegue il confronto con i grandi autori, da Sofocle a Shakespeare, da Molière a Eschilo, fino a Giacomo Leopardi, Elsa Morante ed Eduardo De Filippo. Ha diretto il Teatro di Roma, ha ricoperto un ruolo di condirezione al Teatro Stabile di Napoli ed è stato direttore del Teatro Stabile di Torino dal 2007 al 2017. In questi incarichi ha affiancato alla ricerca artistica un impegno nella programmazione culturale e nel rinnovamento degli spazi e delle occasioni dedicate alla scena contemporanea.
Pur muovendosi attraverso metodi e contesti differenti, Barba e Martone condividono una visione del teatro come ricerca in continua evoluzione. Nel lavoro di Barba, la centralità dell’attore e la trasmissione delle conoscenze si intrecciano con il rapporto fra culture e comunità; in quello di Martone, la contaminazione dei linguaggi e il dialogo fra tradizione e contemporaneità diventano strumenti per rinnovare la scena. In entrambe le esperienze, la creazione artistica prende forma attraverso il lavoro collettivo, la sperimentazione e il confronto con il tempo presente.
Brindisi, giovedì 22 ottobre 2026

