Confartigianato:Sull’energia rischio catastrofe per le imprese.

Confartigianato:Sull’energia rischio catastrofe per le imprese.

A ridosso delle prossime elezioni, l’escalation dei prezzi dell’energia si impone come una vera e propria emergenza nazionale. Confartigianato aveva lanciato l’allarme già a gennaio scorso, evidenziando come la questione fosse sottostimata, nonostante gli effetti potenzialmente dirompenti sul nostro tessuto produttivo. Ora l’intero sistema rischia il default a causa di uno shock energetico senza precedenti”. Così Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia, commenta l’attuale situazione dei costi dell’energia.

Secondo i dati elaborati dal Centro Studi Confartigianato, lo scorso maggio la Puglia figurava tra le prime regioni italiane per incremento dei costi energetici: una situazione che si è ulteriormente aggravata nei mesi estivi.

Il prezzo del gas europeo (TTF), infatti, ha raggiunto i massimi storici, con una quotazione media di agosto (primi 19 giorni) in salita del 22,3% rispetto alla già elevata media di luglio. Nei primi 21 giorni di agosto 2022 il prezzo all’ingrosso dell’elettricità (PUN) è salito ancora, arrivando a 491,73 euro per MWh, il 337,5% in più rispetto ad agosto 2021. Per produrre elettricità l’Italia usa di più il gas rispetto ai maggiori competitors europei, anche er questo risulta più esposta allo ‘tsunami’ dei prezzi rispetto a cui la speculazione internazionale sta giocando una parte di assoluto rilievo.

 

“In Puglia già da alcuni mesi la tempestiva modifica del Titolo II (avviso regionale per gli aiuti agli investimenti delle piccole e medie imprese) ha fornito sponda per gli investimenti tesi all’autoproduzione energetica di tante aziende. Ora, però, non basta più. È necessario che a livello europeo si giunga rapidamente all’introduzione di un tetto ai prezzi e che si mettano in campo interventi finalizzati a contenere l’impatto dei rincari. Guardiamo con trepidazione al vertice europeo del prossimo 9 settembre, fiduciosi che l’Unione faccia quadrato in questo momento di così grande e diffusa difficoltà.

A livello locale, riteniamo corretto puntare su investimenti strutturali, specialmente se riguardano fonti rinnovabili o nuove tecnologie, come ad esempio l’idrogeno, a patto che a imprese e cittadini siano assicurati proporzionali benefici compensativi.

Per il breve termine – conclude Sgherza – lo strumento più promettente ci sembra quello delle comunità energetiche: uno schema ‘mutualistico’ che, tuttavia, per dare risultati su ampia scala deve poter contare non solo su agevolazioni ma soprattutto su regole chiare e una burocrazia ridotta all’essenziale. Condizioni che, al momento, non sembrano ancora esserci, ma che possono risultare strategiche per superare il prossimo inverno”.

 

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