«Governare aumentando costantemente le tariffe e utilizzando risorse straordinarie senza affrontare le criticità strutturali del sistema può rappresentare una soluzione immediata, ma non è la risposta di cui Ostuni ha bisogno. Cittadini e imprese non possono essere chiamati continuamente a sostenere costi crescenti senza un contestuale miglioramento dei servizi».
A dichiararlo è Angelica Milone, delegata cittadina di Confesercenti Ostuni, intervenendo sulla decisione della Gestione Commissariale della rimodulazione al rialzo delle tariffe TARI.
Nonostante l’utilizzo di circa 500.000 euro derivanti dall’imposta di soggiorno per contribuire alla copertura dei maggiori costi del servizio di igiene urbana, le attività economiche e i residenti si troveranno comunque a sostenere un incremento medio delle tariffe stimato intorno al 6%.
Una dinamica che si ripete ormai da anni: aumentano i costi a carico delle famiglie e delle imprese, ma non si percepisce un corrispondente miglioramento della qualità del servizio.
Confesercenti Ostuni richiama l’attenzione anche sul valore economico dei materiali prodotti dalle attività commerciali.
«Il rifiuto generato quotidianamente da bar, ristoranti, attività commerciali e strutture ricettive – spiega Angelica Milone – è costituito in larga parte da frazioni recuperabili e valorizzabili: organico, vetro, carta e cartone. Non si tratta semplicemente di scarti, ma di materiali che attraverso i sistemi di recupero e riciclo possono generare valore economico».
«È necessario quindi che il sistema sia sempre più orientato alla valorizzazione delle risorse prodotte dalla raccolta differenziata, affinché il miglioramento della qualità dei conferimenti possa tradursi anche in benefici per il territorio e per chi contribuisce quotidianamente al funzionamento del servizio».
Tariffe in aumento qualità del servizio da migliorare, il punto centrale della posizione di Confesercenti riguarda il rapporto tra quanto viene richiesto a cittadini e imprese e quanto viene restituito in termini di qualità urbana.
«La nostra preoccupazione – continua Milone – non riguarda soltanto l’aumento delle tariffe, ma una tendenza che si ripete da tempo: ogni anno imprese e cittadini pagano di più, mentre il servizio non mostra miglioramenti proporzionati».
«Le attività economiche, in particolare quelle del commercio, della ristorazione e del turismo, hanno bisogno di una città più pulita, ordinata e accogliente. Il decoro urbano è parte integrante della qualità dell’offerta turistica e rappresenta un elemento fondamentale della competitività di Ostuni».
Confesercenti Ostuni richiama inoltre l’attenzione sulla destinazione delle risorse generate dal turismo.
«L’imposta di soggiorno rappresenta una risorsa strategica per una città come Ostuni – sottolinea Angelica Milone – perché nasce dalla capacità attrattiva del territorio e dovrebbe contribuire a migliorare servizi turistici, accoglienza, promozione e qualità urbana».
«Comprendiamo che una città turistica debba affrontare costi aggiuntivi legati alla presenza dei visitatori, ma occorre evitare che risorse fondamentali per lo sviluppo turistico diventino uno strumento utilizzato prevalentemente per compensare criticità ordinarie nella gestione dei servizi».
«Chiediamo – conclude Angelica Milone – che venga invertita una tendenza che ormai si ripete da anni: aumenti delle tariffe senza un corrispondente miglioramento del servizio. La nostra non è una contestazione tecnica del Piano Economico Finanziario, ma una richiesta politica e sindacale di attenzione verso cittadini e imprese che ogni anno sostengono costi maggiori».
«Ostuni ha bisogno di una gestione dei servizi pubblici più efficiente, di una programmazione capace di prevenire gli aumenti e di una maggiore attenzione alla qualità urbana. Non può essere sempre il sistema produttivo a sostenere il peso delle difficoltà organizzative».
Confesercenti Ostuni

