Le lavoratrici ed i lavoratori impiegati presso l’Asilo Nido Comunale di Ostuni, gestito dalla Cooperativa Sociale "Raggio di Sole", non hanno ancora percepito la retribuzione relativa al mese di maggio 2026.
“Si tratta dell’ennesimo episodio di ritardo nel pagamento delle spettanze salariali che coinvolge il personale impiegato nel servizio educativo comunale, una situazione che genera crescente preoccupazione e che continua a produrre pesanti ripercussioni economiche e sociali sulle famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori interessati – dichiara Mariella Vinci, segretaria generale Fisascat Cisl Taranto Brindisi – atteso che la retribuzione avrebbe dovuto essere corrisposta entro il 20 giugno scorso, come previsto dalle disposizioni contrattuali applicabili. Tuttavia, alla data odierna, il personale attende ancora il pagamento delle somme maturate.”
Particolarmente significativo appare il fatto che, nonostante le persistenti criticità, educatrici, operatori e operatrici continuino a garantire quotidianamente il servizio con professionalità, senso del dovere e attenzione verso i bambini e le famiglie della comunità ostunese, assicurando la piena continuità delle attività educative.
“Non è più accettabile che lavoratrici e lavoratori debbano convivere con l'incertezza del pagamento dello stipendio. Parliamo di persone che ogni giorno assicurano un servizio pubblico essenziale e che meritano rispetto, dignità e puntualità nell'erogazione delle retribuzioni – incalza Vinci – pertanto, non si può continuare a chiedere responsabilità al personale senza garantire il rispetto dei più basilari diritti contrattuali. Chiediamo che venga immediatamente corrisposto quanto dovuto e che siano fornite spiegazioni chiare sulle cause di questi continui ritardi.”
La Cooperativa Sociale "Raggio di Sole", l'Amministrazione Comunale di Ostuni e il Consorzio CIISAF si attivino dunque con urgenza per risolvere la situazione e fornire garanzie concrete sulla regolarità dei pagamenti futuri.
Il protrarsi di tale inadempimento rischia infatti di compromettere non solo la serenità economica delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche il clima necessario per l'erogazione di un servizio educativo che rappresenta un presidio fondamentale per il territorio.
“In assenza di immediato riscontro e della corresponsione delle somme dovute – conclude la segretaria generale - valuteremo, unitamente alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, ogni iniziativa sindacale e legale utile alla tutela dei diritti del personale, comprese forme di mobilitazione e la proclamazione dello stato di agitazione.”
UFFICIO STAMPA
Brindisi, 30 giugno 2026

