Le Associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio della provincia di Brindisi, a seguito
delle recenti notizie relative alla diffida presentata da un gruppo di residenti del centro storico,
intendono esprimere una posizione chiara, documentata e rispettosa della verità dei fatti.
Negli articoli di stampa è stato riportato l’esito di una presunta prova fonometrica dalla quale
emergerebbe che i rumori rilevati nelle aree interessate sono riconducibili al normale vociare di
strada e di piazza, senza alcuna traccia di musica o emissioni sonore provenienti dagli esercizi
commerciali. È necessario precisare che tale rilevazione è anonima e che non sono note né la
scheda tecnica dello strumento utilizzato, né le certificazioni di taratura, omologazione e
conformità previste dalla normativa vigente. In assenza di questi elementi, la misurazione non
possiede alcun valore legale e non può essere utilizzata come riferimento tecnico in un
procedimento amministrativo o giudiziario. Essa ha un valore puramente indicativo, non
verificabile e non opponibile agli esercenti né all’Amministrazione.
Nonostante ciò, la vicenda sta generando un clima di tensione che rischia di produrre un grave
danno all’immagine della città di Brindisi e, soprattutto, agli operatori economici che svolgono la
propria attività nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti. La rappresentazione della movida
come fenomeno patologico, anziché come componente fisiologica della vita urbana, finisce per
colpire ingiustamente imprese, lavoratori e famiglie che contribuiscono quotidianamente alla
vitalità del centro storico.
Confcommercio e Confesercenti ribadiscono che la convivenza tra residenti, attività economiche
e frequentatori del centro è un obiettivo possibile e necessario, da perseguire attraverso regole
chiare, controlli efficaci e comportamenti responsabili da parte di tutti.
Allo stesso tempo, non è accettabile che l’intero comparto della somministrazione venga
associato a fenomeni di disturbo quando gli stessi dati tecnici disponibili – seppur privi di valore
legale – indicano che le criticità rilevate non sono imputabili agli esercenti.
Le Associazioni evidenziano inoltre che un eccesso di restrizioni rischierebbe di allontanare i
giovani dal centro cittadino, alimentando fenomeni di spostamento notturno verso aree meno
controllate, con potenziali ricadute sulla loro sicurezza. È interesse di tutti – residenti, istituzioni
e operatori – evitare che la città perda i suoi giovani e che si creino condizioni di rischio evitabili,
favorendo invece una presenza ordinata, controllata e sicura nel cuore urbano.
Per tali ragioni, Confcommercio e Confesercenti annunciano di aver avviato le valutazioni
necessarie per promuovere un’azione legale nei confronti del gruppo di residenti rappresentati
dall’avvocato Emilio Graziuso, finalizzata a ottenere il risarcimento del danno d’immagine
arrecato alla città di Brindisi e del danno alla reputazione e all’attività degli operatori economici
che rispettano le norme, con ricadute sulla loro serenità lavorativa, sulle imprese e sulle famiglie
coinvolte.
Confcommercio e Confesercenti confermano la piena disponibilità a collaborare con
l’Amministrazione comunale, con la Prefettura e con tutte le parti coinvolte per individuare
soluzioni equilibrate e sostenibili, ma respingono con fermezza ogni tentativo di criminalizzare
un intero settore che rappresenta un presidio sociale, economico e occupazionale per la città.
BRINDISI 06/05/2026

