Da luglio 2025 Torre Guaceto è senza un CdA. Sono trascorsi nove mesi e ancora manca l’intesa necessaria per aprire una nuova fase.
La denuncia di Legambiente che interviene sulla vicenda, in quanto da tempo è parte attiva della storia della Riserva Naturale di Torre Guaceto: già prima dell’istituzione del Parco, decretata dal Ministero dell’Ambiente il 4 febbraio 2000, Legambiente sì è battuta per la tutela dello straordinario patrimonio naturale della riserva; tra le varie battaglie, non si può dimenticare quella contro il progetto di realizzazione di una centrale elettronucleare a nord dell’Oasi. In tutti questi anni ha seguito con attenzione e spirito di collaborazione le attività della Riserva, contribuendo anche sul piano progettuale.
Al presidente uscente, Rocky Malatesta, che ha già assunto la presidenza dell’Accademia di Belle Arti di Bari, Legambiente rivolge i più sentiti ringraziamenti e gli auguri per il nuovo e importante incarico.
Per quanto riguarda il rinnovo degli organi del Consorzio, da più parti è stato giustamente richiamato il rispetto dei principi di trasparenza e competenza nella scelta del nuovo presidente. Per Legambiente, però, questi principi non possono valere solo per quella nomina: devono riguardare allo stesso modo anche la composizione del Consiglio di amministrazione.
Non sempre, purtroppo, lo spirito di collaborazione ha trovato risposte adeguate. Lo dimostrano, ad esempio, l’assenza di qualsiasi riscontro alla richiesta di indicare nomi e relativi curricula di professionisti da inserire nelle commissioni tecniche, così come la gestione di avvisi pubblici per la selezione di rappresentanti nel Consorzio aperti anche alle segnalazioni delle associazioni, nei quali curricula, trasparenza e competenza sono stati di fatto considerati elementi secondari.
È difficile non rilevare che, nella storia del Consorzio di Torre Guaceto, le scelte siano state spesso segnate da una prevalente connotazione politica. Anche quando i bandi richiedono la presentazione di curricula per attestare specifiche competenze, il giudizio finale resta affidato alla discrezionalità dei sindaci dei Comuni interessati. In questo modo, il merito e il profilo tecnico dei candidati rischiano di passare in secondo piano rispetto all’appartenenza politica.
Anche in questa fase, per la nomina del nuovo CdA, appare evidente che le scelte siano state dettate da valutazioni politiche più che dalle competenze. È una impostazione che Legambiente ritiene non più accettabile per un organismo chiamato a governare un’area protetta di così alto valore naturalistico, ambientale e istituzionale.
La discrezionalità nelle nomine può essere legittima solo se esercitata in modo trasparente, verificabile e tecnicamente ineccepibile, sulla base di competenze reali e comparabili. Per questo è del tutto legittimo richiamare alla trasparenza e alla competenza nella scelta del presidente, ma anche di tutti gli altri componenti del Consiglio di amministrazione.
Quanto accaduto ieri conferma la necessità di una riflessione seria sui metodi di selezione della governance della Riserva. In passato, l’indicazione del presidente da parte del Comune di Carovigno, cui lo statuto attribuisce questa competenza in ragione della maggiore estensione territoriale della riserva, aveva trovato convergenza anche in presenza di appartenenze politiche differenti. Ciò dimostra che il criterio politico ha storicamente prevalso su quello tecnico. Ieri, però, non ci sono state le condizioni per raggiungere un accordo e si è deciso di rinviare tutto a una nuova seduta.
Torre Guaceto merita scelte limpide, credibili e fondate sulle competenze. Trasparenza e merito non possono essere principi da invocare a convenienza, ma criteri da applicare sempre, per ogni nomina e a ogni livello.
Ufficio stampa Legambiente Puglia
Ruben Rotundo 3497170224 - 3884219287

